Contatti qualificati: perché filtrare conta più che raccogliere il numero più alto di contatti.

Contatti qualificati: la lezione che vale più della pubblicità

Contatti qualificati: il giorno in cui i numeri hanno smesso di tornare

Ho intervistato Gemma Fiori per Voci da Olistica 4.0 — counselor olistica che accompagna le persone a conoscere meglio se stesse, lavorando insieme su corpo, mente e spirito. Del digitale non ha paura: lo usa da anni, con soddisfazione, soprattutto su TikTok. Ma la parte più interessante della nostra chiacchierata riguarda un esperimento che ha fatto e poi abbandonato — un esperimento che le ha insegnato quanto contino davvero i contatti qualificati, più del loro numero.

Gemma si è affidata per un periodo a consulenti e agenzie che, tramite advertising, le garantivano contatti — filtrati da qualche domanda preliminare, per orientare già le risposte. Ha funzionato: i contatti sono arrivati, distribuiti in tutta Italia. Ma dietro ogni risultato che funziona c’è un costo da sostenere in continuità, e a un certo punto Gemma si è fatta una domanda scomoda: se le mie entrate sono poche, queste uscite sono giustificate?

Il confronto che ha cambiato tutto

Per rispondersi, ha fatto un paragone tra le persone arrivate fino in fondo al percorso con lei. Chi restava erano, quasi sempre, le persone arrivate gratuitamente su TikTok — persone che, seguendo i suoi contenuti, si erano già fatte un’idea di chi fosse e di come lavorasse. Chi arrivava dalla pubblicità a pagamento, invece, spesso non restava: o cercava un approccio più tradizionale, o portava difficoltà — dipendenze, depressione — che per limite deontologico Gemma non poteva seguire. Il contatto c’era stato. Il percorso, no.

È qui che la differenza tra contatti generici e contatti qualificati è diventata evidente: non tutti i contatti generati da una campagna hanno lo stesso valore, anche quando il numero sulla carta sembra ottimo.

«Il punto non è avere più contatti, ma contatti più adatti»

È la frase con cui Gemma riassume quello che ha imparato, e vale la pena fermarcisi. Quello che conta non è il numero di contatti generati da una campagna, ma quanti tra questi sono davvero contatti qualificati: hanno il bisogno giusto, il momento giusto, la sintonia giusta. Una relazione di aiuto funziona se la persona si sente accolta — e questo non si costruisce con un annuncio, per quanto ben scritto.

Da questa consapevolezza, Gemma ha scelto di privilegiare TikTok: uno spazio dove può essere spontanea, parlare dei propri temi, spendere poco o nulla — e sapere che chi arriva, un po’ la conosce già. Meno contatti, forse. Ma più qualificati, quasi sempre.

L’intelligenza artificiale e la scrittura che si riconosce

Gemma usa l’IA regolarmente, e nota una cosa che vale per tutti: la scrittura dell’intelligenza artificiale, per quanto tu cambi modello, resta riconoscibile — lineare, simile a se stessa. Un occhio allenato la individua quasi subito, su Instagram come su Facebook.

La sua soluzione non è evitarla, ma educarla: darle in pasto i propri testi perché impari lo stile, e poi riscrivere ciò che restituisce invece di accontentarsi del primo risultato. Il lavoro, dice, sta tutto nel prompt — in cosa chiedi e soprattutto in cosa escludi.

Il consiglio per chi comincia adesso

Alla domanda finale, Gemma distingue tre casi. Chi è molto competente nella propria professione ma completamente distante dalla tecnologia dovrebbe affidarsi del tutto a un social media manager vero — quello che definisce nicchia, pilastri e strategia, non solo chi monta i reel. Chi ha già una minima dimestichezza può farsi costruire una strategia iniziale a pagamento e poi procedere in autonomia, seguendo quella traccia. E chi, come lei, non ha fretta: sperimenti, senza pressione, finché non trova ciò che funziona davvero per sé.

In tutti e tre i casi, il criterio resta lo stesso: prima capire cosa cercare, poi lasciare che il digitale porti contatti qualificati — non semplicemente contatti.

Non ti faccio il digitale. Ti aiuto a capirlo, viverlo e governarlo tu.

Serie Voci da Olistica 4.0 qui .

Intervista integrale di Gemma